La crisi non è Real
L’affare Cristiano Ronaldo viaggia sulla direttrice Madrid-Barcellona. Arriva da Manchester, per caso. Sarebbe potuto arrivare da Milano o da Roma per andare sempre sulla stessa strada. Perché Cristiano Ronaldo giocava in Inghilterra. Ma il Real torna immenso, spende 150 milioni di euro più ingaggi tra Kaká e Ronaldo, solo per togliere spazio, visibilità e possibilmente trofei al Barcellona. Leggi I record del calciomercato
9 AGO 20

Solo che i baschi non potranno mai più competere, mentre i catalani sì. Anzi i catalani hanno vinto in un anno, l’ultimo, campionato, coppa del Re e Champions League. Il Real non sopporta, Madrid nemmeno. Florentino Peréz è tornato per rimettere le cose a posto e forse anche per dare un’immagine diversa alla squadra che nel mondo rappresenta più di ogni altra la Spagna. Cioè un paese in crisi, con il mercato del lavoro ai minimi da decenni, con il settore immobiliare crollato, senza soldi e senza più miracoli. Un Paese che annaspa e però spende. Per qualcuno è immorale che un club di calcio spenda tanto in un momento così. Per Madrid no, per il Real nemmeno. Ha bisogno di tornare grande per sentirsi di nuovo potente. E’ così che va, è così che sono abituati.
Quando nacque il pallone mondiale, cioè la Fifa, a Parigi si sedettero allo stesso tavolo i rappresentanti delle federazioni nazionali di Francia, Belgio, Danimarca, Svezia, Paesi Bassi e Spagna. Madrid, però, mandò a trattare non un dirigente del calcio nazionale, ma un rappresentante del Real. Da allora questo club è stato un simbolo più che una squadra. Ora che il Barcellona è diventato più grande, il Real non può tollerare. Kaká e Cristiano Ronaldo sono i nuovi Di Stefano e Puskas, anche loro presi negli anni Cinquanta per limitare la crescita della squadra catalana. Non è cambiato niente. Andare a fare la spesa in Europa significa svuotare gli altri e riempirsi. E’ la teoria nazionalista, politica ed economica del Real: spendere per diventare più grandi, spendere per diventare più ricchi, spendere per umiliare il Barcellona. Il resto, compresa la crisi, non appartiene a questo mondo.